LASTRA PREDALLE

 

Prodotto marcato CE secondo normativa UNI EN 13747:2005+A2:2010

 

 

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Immagine3

DESCRIZIONE

Le lastre predalles sono elementi prefabbricati per solai, formate da uno zoccolo in calcestruzzo (dello spessore di 4 / 5 cm) irrigidito da un complesso di armature costituite da reti e tralicci elettrosaldati e da eventuali ferri aggiuntivi.

Il dimensionamento delle lastre (larghezza 120 cm e lunghezza variabile fino ad un massimo di 14 ml) è ottimale per quanto concerne il peso (circa 120 Kg/mq) e ne consente il trasporto e la posa con estrema facilità, anche con i mezzi di sollevamento di cui normalmente sono dotati i medi e i piccoli cantieri in costruzione.

Le lastre predalles trovano applicazione sia in solai ad uso industriale, o comunque con sovraccarichi rilevanti (in tal caso l’impalcato definitivo risulterà monolitico), sia in solai ad uso civile (il cui impalcato definitivo risulterà alleggerito per la presenza delle interposte di polistirolo).

NOTE TECNICHE

Le lastre predalle da noi prodotte sono realizzate in conformità alle più recenti normative, marcate CE secondo l’EN 13747:2005+A2:2010.

Durante la fase di posa, le lastre predalles sono da porre in opera da appoggio ad appoggio (da trave a trave o da muro a trave) con banchinaggio di sostegno, da noi specificato di volta in volta sugli elaborati esecutivi forniti a corredo del solaio stesso. Insieme al solaio, quando richiesto, viene fornito il ferro a corredo di collegamento sugli appoggi atti ad assorbire i momenti negativi e positivi che si formano in base ai carichi agenti sul solaio stesso. Il Direttore dei Lavori dovrà sempre controllare il corretto posizionamento dei ferri a corredo e della rete superiore prima del getto di completamento.

I calcoli dei solai vengono eseguiti con programmi di calcolo specifici continuamente aggiornati, che prendono in considerazione carichi, vincoli e sforzi che la progettazione ci specifica di adottare.

Nel caso di lastra costituente cassero inferiore della trave, tale collegamento inferiore potrà essere assolto dal traliccio emergente dal nostro manufatto.
I manufatti garantiscono la loro funzione statica soltanto se perfettamente integrati con le prescrizioni fornite (getto di calcestruzzo dello spessore previsto e di resistenza caratteristica non inferiore a quella delle lastre predalles) e se utilizzati a regola d’arte.

APPLICAZIONI

Le lastre predalles possono essere realizzate anche con caratteristiche di resistenza al fuoco REI 60 – 90 – 120 e superiori, certificate e corredate da idonea relazione di calcolo.

Sono indicate soprattutto per solai di copertura cantinati, centrali termiche, box, autorimesse, ponti e canali. La loro finitura faccia vista dell’intradosso evita l’intonacatura dello stesso e quindi un notevole risparmio sul prodotto finito.

La posa in opera è di estrema velocità e facilità, e permette alle imprese di ridurre i tempi di realizzazione delle opere in cui è previsto l’utilizzo di tali elementi prefabbricati.

Se specificatamente richiesto, impiegando tralicci idonei, è possibile realizzare lastre con caratteristiche autoportanti (appoggiate solamente alle due estremità) o semiautoportanti (allargando gli interassi tra i tralicci per diminuire il numero di puntelli) al fine di sopperire ad eventuali esigenze di cantiere.

ALCUNI DATI UTILI

Traliccio elettrosaldato di norma utilizzato:

H12,5 – 16,5 – 20,5 con ferro nervato di vari diametri.

Peso della lastra base: circa 120 kg/mq 

Ferro utilizzato: B450C

Calcestruzzo tipo: C25/30 o superiore

GALLERIA FOTOGRAFICA Immagine3  

 Sezione solaio

Nella tabella sottostante vengono esemplificate alcune sezioni tipiche di solaio. I valori indicati sono calcolati considerando interposti di alleggerimento aventi larghezza 38 cm.

 Spessore solaio (cm)  Spessore lastra (cm)  Spessore polistirolo (cm)  Spessore cappa (cm) Peso proprio solaio (daN/mq) Cls da gettare (mc/mq)
20 5 10 5 342 0.087
22 5 12 5 360 0.094
24 5 14 5 378 0.101
26 5 16 5 397 0.109
28 5 18 5 415 0.116
30 5 18 7 465 0.136
32 5 22 5 452 0.131
34 5 24 5 470 0.138
36 5 24 7 520 0.158
38 5 26 7 538 0.165
40 5 28 7 557 0.173
42 5 30 7 575 0.180
45 5 32 7 618 0.187

ISTRUZIONI PER IL CORRETTO IMPIEGO DELLE LASTRE PREDALLES   pdf(Scarica il file .pdf)

Trasporto

I pannelli saranno caricati sul camion a strati sovrapposti formanti una catasta con alla base dei pallets di legno e dovranno essere opportunamente legati con cavi di sicurezza al pianale dell’automezzo.

Il trasporto dovrà avvenire osservando pienamente le norme del Codice Stradale.

Scarico

Le lastre tralicciate devono essere sollevate con gli appositi bilancini agganciando i ganci ai tralicci sporgenti in corrispondenza del nodo di incontro delle staffe con il corrente superiore del traliccio in modo che la suola di cls prefabbricata sia sempre in basso in funzione del tipo di traliccio adottato. I punti di ancoraggio devono essere almeno in numero di nove.

Il sollevamento del manufatto dovrà avvenire con una manovra continua e lenta in modo da evitare strappi o urti.

Movimentazione predalles

Stoccaggio

Lo stoccaggio delle lastre tralicciate deve essere eseguito su una superficie livellata ed orizzontale posando le lastre su legni aventi dimensioni di 8x10x120 cm posti ad un interasse massimo di 100 cm avendo cura che la parte a sbalzo della catasta non superi i 50 cm. Sono sovrapponibili al massimo 8 lastre e comunque non si devono superare i 2 mt di altezza. Per passo 120 la catasta è formata da due pacchi affiancati, in questo caso dopo l’accatastamento della quarta lastra occorre disporre ad interasse 100 cm e in corrispondenza dei legni di base, delle tavole piallate di dimensioni 3x30x240 cm al fine di legare i due pacchi.

Nel caso in cui l’alleggerimento sia di altezza inferiore a quella dei tralicci sporgenti dalla suola, i manufatti non si possono sovrapporre semplicemente, ma occorre predisporre tavolette aventi dimensioni 2x10x250 cm poste ad interasse di 100 cm ed in corrispondenza dell’incrocio delle staffe del traliccio con il suo corrente superiore.
Accertarsi che il piano di stoccaggio sia in grado di assorbire una pressione pari a 1 kg/cmq e che non si trovi in zona di transito.
Gli elementi devono essere accatastati con lunghezze decrescenti dal basso verso l’alto.

Stoccaggio predalles

Posa

Prima di posare i pannelli si dovrà predisporre la puntellatura provvisoria (rompitratta) dimensionata dal progettista ed indicata dagli elaborati forniti dal produttore.

E’ opportuno predisporre sempre un banchinaggio in corrispondenza delle testate. I pannelli vanno posati accostandoli tra loro seguendo le indicazioni riportate dagli elaborati tecnici a corredo della fornitura.

Getto e disarmo

Il getto di calcestruzzo dovrà avvenire in un’unica soluzione evitando concentrazioni di carico non previste, con opportuna vibrazione, effettuato con temperature superiori a zero gradi ed osservando le prescrizioni della Direzione Lavori.

CLASSI DI ESPOSIZIONE E DURABILITA'pdf(Scarica il file .pdf)

Secondo norma UNI 11104:2004 e UNI 206-1:2006

Assenza di rischio corrosione o attacco :

1 (classe di esposizione norma UNI 9858) / X0 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1)  Ambiente: per calcestruzzo privo di armatura o inserti metallici: tutte le esposizioni eccetto dove c'è gelo/disgelo, o attacco chimico. Calcestruzzi con armatura o inserti metallici: in ambiente molto asciutto. Esempio: interno di edifici con umidità relativa molto bassa. Calcestruzzo non armato all'interno di edifici. Calcestruzzo non armato immerso in suolo non aggressivo o in acqua non aggressiva. Calcestruzzo non armato soggetto a cicli di bagnato asciutto ma non soggetto ad abrasione, gelo o attacco chimico. Minima classe di resistenza C12/15.

Corrosione indotta da carbonatazione :

2a (classe di esposizione norma UNI 9858) / XC1 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: asciutto o permanentemente bagnato. Esempio: interno di edifici con umidità relativa bassa. Calcestruzzo armato ordinario o precompresso con le superfici all'interno di strutture con eccezione delle parti esposte a condensa, o immerse in acqua. Massimo rapporto A/C 0,60 - Minima classe di resistenza C25/30.

2a (classe di esposizione norma UNI 9858) / XC2 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: bagnato, raramente asciutto. Esempio: parti di strutture di contenimento liquidi, fondazioni. Calcestruzzo armato ordinario o precompresso prevalentemente immerso in acqua o terreno non aggressivo. Massimo rapporto A/C 0,60 - Minima classe di resistenza C25/30.

5a (classe di esposizione norma UNI 9858) / XC3 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: umidità moderata. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso in esterni con superfici esterne riparate dalla pioggia, o in interni con umidità da moderata ad alta. Massimo rapporto A/C 0,55 - Minima classe di resistenza C28/35.

4a-5b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XC4 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: ciclicamente asciutto e bagnato. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso in esterni con superfici soggette a alternanze di asciutto ed umido. Calcestruzzi a vista in ambienti urbani. Superfici a contatto con l'acqua non comprese nella classe XC2. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C32/40.

Corrosione indotta da cloruri esclusi quelli provenienti dall'acqua di mare :

5a (classe di esposizione norma UNI 9858) / XD1 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: umidità moderata. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso in superfici o parti di ponti e viadotti esposti a spruzzi d'acqua contenenti cloruri. Massimo rapporto A/C 0,55 - Minima classe di resistenza C28/35.

4a-5b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XD2 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: bagnato, raramente asciutto. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso in elementi strutturali totalmente immersi in acqua anche industriale contenente cloruri (piscine). Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C32/40.

5c (classe di esposizione norma UNI 9858) / XD3 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: ciclicamente bagnato e asciutto. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso, di elementi strutturali direttamente soggetti agli agenti disgelanti o agli spruzzi contenenti agenti disgelanti. Calcestruzzo armato ordinario o precompresso, elementi con una superficie immersa in acqua contenente cloruri e l'altra esposta all'aria. Parti di ponti, pavimentazioni e parcheggi per auto. Massimo rapporto A/C 0,45 - Minima classe di resistenza C35/45.

Corrosione indotta da cloruri presenti nell'acqua di mare:

4a-5b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XS1 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: esposto alla salsedine marina ma non direttamente in contatto con l'acqua di mare. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso con elementi strutturali sulle coste o in prossimità. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C32/40.

XS2 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: permanentemente sommerso. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso di strutture marine completamente immersi in acqua. Massimo rapporto A/C 0,45 - Minima classe di resistenza C35/45.

XS3 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: zone esposte agli spruzzi o alle maree. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso con elementi strutturali esposti alla battigia o alle zone soggette agli spruzzi ed onde del mare. Massimo rapporto A/C 0,45 - Minima classe di resistenza C35/45.

Attacco dei cicli di gelo/disgelo con o senza disgelanti*:

2b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XF1 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: moderata saturazione d'acqua, in assenza di agente disgelante. Esempio: superfici verticali di calcestruzzo come facciate e colonne esposte alla pioggia ed al gelo. Superfici non verticali e non soggette alla completa saturazione, ma esposte al gelo, alla pioggia o all'acqua. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C32/40.

(classe di esposizione norma UNI 9858) / XF2 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: moderata saturazione d'acqua, in presenza di agente disgelante. Esempio: elementi come parti di ponti che in altro modo sarebbero classificati come XF1, ma che sono esposti direttamente o indirettamente agli agenti dsgelanti. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C25/30 - Contenuto minimo di aria (%) 3,0.

2b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XF3 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: elevata saturazione d'acqua, in assenza di agente disgelante. Esempio: superfici orizzontali in edifici dove l'acqua può accumularsi e che possono essere soggetti ai fenomeni di gelo, elementi soggetti a frequenti bagnature ed esposti al gelo. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C25/30 - Contenuto minimo di aria (%) 3,0.

(classe di esposizione norma UNI 9858) / XF4 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: elevata saturazione d'acqua, con presenza di agente antigelo oppure acqua di mare. Esempio: superfici orizzontali quali strade o pavimentazioni esposte al gelo ed ai sali disgelanti in modo diretto o indiretto, elementi esposti al gelo e soggetti a frequenti bagnature in presenza di agenti disgelanti o di acqua di mare. Massimo rapporto A/C 0,45 - Minima classe di resistenza C28/35 - Contenuto minimo di aria (%) 3,0.

Attacco chimico**:

5a (classe di esposizione norma UNI 9858) / XA1 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: chimicamente debolmente aggressivo secondo il pospetto 2 della UNI EN 206-1. Esempio: contenitori di fanghi e vasche di decantazione. Contenitori e vasche per acque reflue. Massimo rapporto A/C 0,55 - Minima classe di resistenza C28/35.

4a-5b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XA2 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: chimicamente moderatamente aggressivo secondo il pospetto 2 della UNI EN 206-1. Esempio: elementi strutturali o pareti a contatto di terreni aggressivi. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C32/42.

5c (classe di esposizione norma UNI 9858) / XA3 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: chimicamente fortemente aggressivo secondo il pospetto 2 della UNI EN 206-1. Esempio: elementi strutturali o pareti a contatto di acque industriali fortemente aggressive. Contenitori di foraggi, mangimi e liquame provenienti dall'allevamento animale. Torri di raffreddamento di fumi di gas di scarico imdustriale. Massimo rapporto A/C 0,45 - Minima classe di resistenza C35/45.

NOTE:

* il grado di saturazione riflette la relativa frequenza con cui si verifica il gelo in condizioni di saturazione: moderato: occasionalmente gelato in condizione di saturazione; elevato: alta frequenza di gelo in condizioni di saturazione.

** da parte di acque del terreno e acque fluenti.

CLASSI DI CONSISTENZA    pdf(Scarica il file .pdf)

Prova dello SLUMP

La misura dello SLUMP è la più classica ed immediata delle prove effettuabili sul calcestruzzo. Lo SLUMP si misura sul calcestruzzo fresco e serve a determinare la consistenza dello stesso.

Per effettuare questo tipo di prova si utilizza uno strumento chiamato Cono di Abrams. Il Cono di Abrams altro non è che un contenitore metallico di forma conica appoggiato su di una superficie piana le cui dimensioni sono stabilite dalla norma UNI 9418 [20]. Per definire quindi la consistenza del calcestruzzo è sufficiente riempire il cono in tre livelli all'incirca uguali pestellando il calcestruzzo nel cono 25 volte ogni strato, con un pestello avente diametro 16 mm. Una volta riempito il cono si sfila il contenitore metallico verso l'alto e con un metro si misura l'abbassamento del calcestruzzo rispetto all'altezza del contenitore. In base ai risultati definiamo cinque classi di consistenza:

S1 (abbassamento da 10 a 40 mm) - Denominazione corrente: umida

S2 (abbassamento da 50 a 90 mm) - Denominazione corrente: plastico

S3 (abbassamento da 100 a 150 mm) - Denominazione corrente: semifluida

S4 (abbassamento da 160 a 210 mm) - Denominazione corrente: fluida

S5 (abbassamento >220 mm) - Denominazione corrente: superfluida

VOCE DI CAPITOLATO     doc(Scarica il file .doc)

Fornitura e posa in opera di LASTRE PREDALLES tipo CO.CE. per la realizzazione di solaio H ___ cm finito.

Le lastre predalles devono avere lo spessore minimo di cm 4, armate con 3 tralicci longitudinali (su 120 cm) tipo H12.5 5/7/5, rete elettrosaldata D5 maglia 19x25 ed eventuali armature aggiuntive calcolate per un sovraccarico accidentale di ___ kg/mq + sovraccarico permanente di ___ kg/mq + peso proprio solaio, blocchi di alleggerimento in polistirolo (base 38 x h ___) (larghezza nervature 22 cm).

Nel prezzo di intendono compresi: la fornitura e la posa in opera del calcestruzzo strutturale di completamento a prestazione garantita con resistenza caratteristica C25/30 (R'ck > 30 N/mmq), consistenza S4 e diametro massimo degli inerti 25 mm; la vibrazione meccanica; l'armatura provvisoria di sostegno; la formazione di fori e smussi; oneri per travi, cordoli, rete elettrosaldata di ripartizione e quant'altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.  

€/mq ______________________

DOPPIA LASTRA

 

Prodotto marcato CE secondo normativa UNI EN 14992:2012 (elementi da parete)

Prodotto marcato CE secondo normativa UNI EN 15258:2009 (muri di sostegno)

 

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Doppia-lastra

DESCRIZIONE

Le doppie lastre sono elementi prefabbricati per la realizzazione di setti portanti.

Sono formate da due lastre in calcestruzzo armato unite tra loro da tralicci metallici di dimensioni diverse in funzione allo spessore finito che si vuole ottenere.

 

Il collegamento delle doppie lastre con la fondazione è garantito dal corretto dimensionamento dei ferri di ripresa che fuoriescono dalla fondazione stessa. In opera occorrerà semplicemente posizionare le doppie lastre in piedi, metterle a piombo e gettare il vuoto tra le due lastre.

 

La movimentazione e il montaggio delle doppie lastre è molto semplice e permette di diminuire notevolmente i costi di casseratura e manodopera.

NOTE TECNICHE

Le doppie lastre da noi prodotte sono realizzate in conformità alle più recenti normative, marcate CE secondo l’EN 14992:2012 per quanto riguarda gli elementi da parete e secondo l’EN 15258:2009 per quanto riguarda i muri di sostegno.

Le operazioni da effettuare in cantiere sono principalmente 3:

 

1-    Getto fondazione in piano e perfettamente livellato, facendo anche attenzione al corretto posizionamento dei ferri di ripresa in numero e diametro secondo le prescrizioni del progettista.

 

2-    Posizionamento in sicurezza e bloccaggio delle doppie lastre seguendo le indicazioni degli elaborati grafici da noi forniti al momento del carico in stabilimento.

       (Operazione che deve essere seguita dal Direttore dei Lavori e dal Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione)

 

3-    Getto della parte interna delle doppie lastre in più fasi come indicato nello schema sottostante.

I calcoli delle doppie lastre possono essere eseguiti dal progettista delle opere strutturali (in questo caso occorrerà comunicarci le armature da integrare nelle lastre) oppure possono essere eseguiti dal nostro ufficio tecnico con programmi di calcolo specifici continuamente aggiornati, che prendono in considerazione carichi, vincoli e sforzi che la progettazione ci specifica di adottare.

I manufatti garantiscono la loro funzione statica soltanto se perfettamente integrati con le prescrizioni fornite (getto di calcestruzzo dello spessore previsto e di resistenza caratteristica non inferiore a quella delle doppie lastre) e se utilizzati a regola d’arte.

 

APPLICAZIONI

Le doppie lastre sono indicate soprattutto per la realizzazione di cantinati, in situazioni in cui risulta complesso armare contro terra o in caso di muri di sostegno di complessa realizzazione.

Gli elementi prefabbricati verranno realizzati in base alle misure fornite dal Committente, e approvate per la realizzazione. Prima dell’esecuzione dei manufatti la Committenza controlla insieme al proprio studio di progettazione, le misure e le dimensioni in modo da dare il benestare per la realizzazione.

 

SU SPECIFICA RICHIESTA

VENGONO REALIZZATE DOPPIE LASTRE CON ENTRAMBE LE PARETI IMPERMEABILIZZATE!

 

ALCUNI DATI UTILI

Traliccio elettrosaldato di norma utilizzato:
H16,5 (per spessore finito 20 cm) 
H 22,5 (per spessore finito 25 cm)
H 27 (per spessore finito 30 cm)
H 32 (per spessore finito 35 cm)
H 37 (per spessore finito 40 cm)
con ferro nervato di vari diametri.

E' possibile realizzare spessori maggiori  ricreando in stabilimento il traliccio con
altezza e diametri risultanti dai calcoli strutturali.

Peso della doppia lastra base: circa 240 kg/mq

Ferro utilizzato: B450C

Calcestruzzo tipo: C25/30 o superiore

 

 GALLERIA FOTOGRAFICA Doppia-lastra 

La doppia lastra "Standard" è armata con 2,93 cmq/mq nella prima lastra e 2,56 cmq/mq nella seconda lastra e viene di solito utilizzata nei cantinati delle villette e nelle piccole palazzine.

Sezione doppia standard

La doppia lastra "Cassero" è armata soltanto con i tralicci elettrosaldati e con delle barrette di ferro f5 ogni 20 cm orizzontali.
Tali lastre possono essere armate con l'armatura da calcolo prevista dal progettista delle opere strutturali sia in stabilimento che in cantiere, a discrezione dello stesso.

Sezione doppia cassero

ISTRUZIONI PER IL CORRETTO IMPIEGO DELLE DOPPIE LASTRE   pdf(Scarica il file .pdf)

Trasporto

I pannelli saranno caricati sul camion a strati sovrapposti formanti una catasta con alla base dei pallets di legno e dovranno essere opportunamente legati con cavi di sicurezza al pianale dell’automezzo.

Il trasporto dovrà avvenire osservando pienamente le norme del Codice Stradale.

Scarico

Le doppie lastre arriveranno in cantiere accatastate in senso orizzontale una sull’altra.
Predisporre di un bilancino come quello in schema e due tubolari da infilare all’interno della doppia lastra che serviranno per il sollevamento della stessa.
I due tubolari dovranno essere posizionati ad una distanza massima dal filo delle doppie lastre di 0,2 h ed ad una distanza massima tra loro di 0,6 h.

Sollevamento doppieStoccaggio

Lo stoccaggio in cantiere deve avvenire su fondo piatto e non cedevole e si potrà sovrapporre massimo 5 doppie lastre poste su stocchetti in legno aventi interasse non superiore a 1.60 mt.

Posa

Prima di posare i pannelli si dovrà predisporre la puntellatura provvisoria (rompitratta) dimensionata dal progettista ed indicata dagli elaborati forniti dal produttore.

E’ opportuno predisporre sempre un banchinaggio in corrispondenza delle testate. I pannelli vanno posati accostandoli tra loro seguendo le indicazioni riportate dagli elaborati tecnici a corredo della fornitura.

 

Getto e disarmo

Il getto di calcestruzzo dovrà avvenire in un’unica soluzione evitando concentrazioni di carico non previste, con opportuna vibrazione, effettuato con temperature superiori a zero gradi ed osservando le prescrizioni della Direzione Lavori.

Dalla fondazione occorrerà prevedere dei ferri di ripresa che serviranno ad ancorare la struttura alla fondazione stessa. La puntellazione dovrà avvenire con la cura di mantenere il filo a vista della lastra in piano evitando spanciamenti e disallineamenti.

Assicurarsi che il tirante o puntello sia in grado di essere regolabile e sia resistente alla spinta che dovrà sopportare durante il getto.

 

Puntellazione doppie

Il getto di completamento dovrà avvenire in più riprese con un’altezza massima di getto di 0,80 mt ad intervalli di un’ora.

Fasi getto doppie

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Secondo norma UNI 11104:2004 e UNI 206-1:2006

Assenza di rischio corrosione o attacco:

1 (classe di esposizione norma UNI 9858) / X0 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: per calcestruzzo privo di armatura o inserti metallici: tutte le esposizioni eccetto dove c'è gelo/disgelo, o attacco chimico. Calcestruzzi con armatura o inserti metallici: in ambiente molto asciutto. Esempio: interno di edifici con umidità relativa molto bassa. Calcestruzzo non armato all'interno di edifici. Calcestruzzo non armato immerso in suolo non aggressivo o in acqua non aggressiva. Calcestruzzo non armato soggetto a cicli di bagnato asciutto ma non soggetto ad abrasione, gelo o attacco chimico. Minima classe di resistenza C12/15.

Corrosione indotta da carbonatazione:

2a (classe di esposizione norma UNI 9858) / XC1 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: asciutto o permanentemente bagnato. Esempio: interno di edifici con umidità relativa bassa. Calcestruzzo armato ordinario o precompresso con le superfici all'interno di strutture con eccezione delle parti esposte a condensa, o immerse in acqua. Massimo rapporto A/C 0,60 - Minima classe di resistenza C25/30.

2a (classe di esposizione norma UNI 9858) / XC2 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: bagnato, raramente asciutto. Esempio: parti di strutture di contenimento liquidi, fondazioni. Calcestruzzo armato ordinario o precompresso prevalentemente immerso in acqua o terreno non aggressivo. Massimo rapporto A/C 0,60 - Minima classe di resistenza C25/30.

5a (classe di esposizione norma UNI 9858) / XC3 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: umidità moderata. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso in esterni con superfici esterne riparate dalla pioggia, o in interni con umidità da moderata ad alta. Massimo rapporto A/C 0,55 - Minima classe di resistenza C28/35.

4a-5b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XC4 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: ciclicamente asciutto e bagnato. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso in esterni con superfici soggette a alternanze di asciutto ed umido. Calcestruzzi a vista in ambienti urbani. Superfici a contatto con l'acqua non comprese nella classe XC2. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C32/40.

Corrosione indotta da cloruri esclusi quelli provenienti dall'acqua di mare:

5a (classe di esposizione norma UNI 9858) / XD1 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: umidità moderata. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso in superfici o parti di ponti e viadotti esposti a spruzzi d'acqua contenenti cloruri. Massimo rapporto A/C 0,55 - Minima classe di resistenza C28/35.

4a-5b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XD2 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: bagnato, raramente asciutto. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso in elementi strutturali totalmente immersi in acqua anche industriale contenente cloruri (piscine). Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C32/40.

5c (classe di esposizione norma UNI 9858) / XD3 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: ciclicamente bagnato e asciutto. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso, di elementi strutturali direttamente soggetti agli agenti disgelanti o agli spruzzi contenenti agenti disgelanti. Calcestruzzo armato ordinario o precompresso, elementi con una superficie immersa in acqua contenente cloruri e l'altra esposta all'aria. Parti di ponti, pavimentazioni e parcheggi per auto. Massimo rapporto A/C 0,45 - Minima classe di resistenza C35/45.

Corrosione indotta da cloruri presenti nell'acqua di mare:

4a-5b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XS1 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: esposto alla salsedine marina ma non direttamente in contatto con l'acqua di mare. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso con elementi strutturali sulle coste o in prossimità. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C32/40.

XS2 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: permanentemente sommerso. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso di strutture marine completamente immersi in acqua. Massimo rapporto A/C 0,45 - Minima classe di resistenza C35/45.

XS3 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: zone esposte agli spruzzi o alle maree. Esempio: calcestruzzo armato ordinario o precompresso con elementi strutturali esposti alla battigia o alle zone soggette agli spruzzi ed onde del mare. Massimo rapporto A/C 0,45 - Minima classe di resistenza C35/45.

Attacco dei cicli di gelo/disgelo con o senza disgelanti*:

2b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XF1 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: moderata saturazione d'acqua, in assenza di agente disgelante. Esempio: superfici verticali di calcestruzzo come facciate e colonne esposte alla pioggia ed al gelo. Superfici non verticali e non soggette alla completa saturazione, ma esposte al gelo, alla pioggia o all'acqua. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C32/40.

(classe di esposizione norma UNI 9858) / XF2 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: moderata saturazione d'acqua, in presenza di agente disgelante. Esempio: elementi come parti di ponti che in altro modo sarebbero classificati come XF1, ma che sono esposti direttamente o indirettamente agli agenti dsgelanti. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C25/30 - Contenuto minimo di aria (%) 3,0.

2b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XF3 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: elevata saturazione d'acqua, in assenza di agente disgelante. Esempio: superfici orizzontali in edifici dove l'acqua può accumularsi e che possono essere soggetti ai fenomeni di gelo, elementi soggetti a frequenti bagnature ed esposti al gelo. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C25/30 - Contenuto minimo di aria (%) 3,0.

(classe di esposizione norma UNI 9858) / XF4 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: elevata saturazione d'acqua, con presenza di agente antigelo oppure acqua di mare. Esempio: superfici orizzontali quali strade o pavimentazioni esposte al gelo ed ai sali disgelanti in modo diretto o indiretto, elementi esposti al gelo e soggetti a frequenti bagnature in presenza di agenti disgelanti o di acqua di mare. Massimo rapporto A/C 0,45 - Minima classe di resistenza C28/35 - Contenuto minimo di aria (%) 3,0.

Attacco chimico**:

5a (classe di esposizione norma UNI 9858) / XA1 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: chimicamente debolmente aggressivo secondo il pospetto 2 della UNI EN 206-1. Esempio: contenitori di fanghi e vasche di decantazione. Contenitori e vasche per acque reflue. Massimo rapporto A/C 0,55 - Minima classe di resistenza C28/35.

4a-5b (classe di esposizione norma UNI 9858) / XA2 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: chimicamente moderatamente aggressivo secondo il pospetto 2 della UNI EN 206-1. Esempio: elementi strutturali o pareti a contatto di terreni aggressivi. Massimo rapporto A/C 0,50 - Minima classe di resistenza C32/42.

5c (classe di esposizione norma UNI 9858) / XA3 (classe di esposizione norma UNI 11104 e UNI EN 206-1) Ambiente: chimicamente fortemente aggressivo secondo il pospetto 2 della UNI EN 206-1. Esempio: elementi strutturali o pareti a contatto di acque industriali fortemente aggressive. Contenitori di foraggi, mangimi e liquame provenienti dall'allevamento animale. Torri di raffreddamento di fumi di gas di scarico imdustriale. Massimo rapporto A/C 0,45 - Minima classe di resistenza C35/45.

NOTE:

* il grado di saturazione riflette la relativa frequenza con cui si verifica il gelo in condizioni di saturazione: moderato: occasionalmente gelato in condizione di saturazione; elevato: alta frequenza di gelo in condizioni di saturazione.

** da parte di acque del terreno e acque fluenti.

CLASSI DI CONSISTENZA    pdf(Scarica il file .pdf)

Prova dello SLUMP

La misura dello SLUMP è la più classica ed immediata delle prove effettuabili sul calcestruzzo. Lo SLUMP si misura sul calcestruzzo fresco e serve a determinare la consistenza dello stesso.

Per effettuare questo tipo di prova si utilizza uno strumento chiamato Cono di Abrams. Il Cono di Abrams altro non è che un contenitore metallico di forma conica appoggiato su di una superficie piana le cui dimensioni sono stabilite dalla norma UNI 9418 [20]. Per definire quindi la consistenza del calcestruzzo è sufficiente riempire il cono in tre livelli all'incirca uguali pestellando il calcestruzzo nel cono 25 volte ogni strato, con un pestello avente diametro 16 mm. Una volta riempito il cono si sfila il contenitore metallico verso l'alto e con un metro si misura l'abbassamento del calcestruzzo rispetto all'altezza del contenitore. In base ai risultati definiamo cinque classi di consistenza:

S1 (abbassamento da 10 a 40 mm) - Denominazione corrente: umida

S2 (abbassamento da 50 a 90 mm) - Denominazione corrente: plastico

S3 (abbassamento da 100 a 150 mm) - Denominazione corrente: semifluida

S4 (abbassamento da 160 a 210 mm) - Denominazione corrente: fluida

S5 (abbassamento >220 mm) - Denominazione corrente: superfluida

VOCE DI CAPITOLATO    doc(Scarica il file .doc)  

Fornitura e posa in opera di DOPPIE LASTRE tipo CO.CE. per la realizzazione di muri in elevazione dello spessore di cm ____ in cemento armato, mediante getto integrativo.

Tale elemento è composto da due lastre prefabbricate dello spessore minimo di cm 5, in calcestruzzo con resistenza caratteristica C25/30 (R'ck > 30 N/mmq), parallele, collegate fra loro da un'armatura tralicciata in modo da creare un elemento unico e armate con acciaio per cemento armato B450C nelle quantità previste dai calcoli statici, classe di esposizione minima garantita XC1-XC2.

Le DOPPIE LASTRE devono essere altresì dotate di idonei ganci per il sollevamento e la movimentazione.

Le DOPPIE LASTRE devono essere realizzate secondo il D.M. 14/01/2008 e le Norme UNI EN 13369, UNI EN 14992, UNI EN 15258.

Nel prezzo di intendono compresi: la fornitura e la posa in opera del calcestruzzo strutturale di completamento a prestazione garantita con resistenza caratteristica C25/30 (R'ck > 30 N/mmq), consistenza S4 e diametro massimo degli inerti 25 mm; la vibrazione meccanica; l'armatura provvisoria di sostegno; la formazione di fori e smussi; gli innesti alla fondazione ed ai solai; eventuali armature integrative d'angolo e d'intersezione; e quant'altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.

€/mq ______________________

LASTRA COIBENTATA POLICEM 

 

Prodotto marcato CE secondo normativa UNI EN 13747:2005+A2:2010 (per la lastra predalle)

Prodotto marcato CE secondo normativa UNI EN 13163:2001 (per l'EPS)

pdfScarica il .pdf della scheda prodotto

A12-04-11-231

DESCRIZIONE

Le lastre coibentate POLICEM sono elementi prefabbricati per solai, formate strutturalmente come una lastra predalle, ma con l'aggiunta di un Polistirene Espanso che garantisce valori di isolamento termico elevato in funzione delle richieste della progettazione.
(
Per tutta la parte tecnica consigliamo di consultare la scheda prodotto della lastra predalle)
(Clicca qui per visualizzare la scheda prodotto della LASTRA PREDALLE)

Per andare incontro alle richieste del mercato e alle direttive delle leggi relative al rendimento energetico nell'edilizia, le lastre POLICEM trovano applicazione principalmente nei solai ad uso civile.

Rispetto ad un solaio tradizionale, la lastra POLICEM presenta numerosi vantaggi in quanto risulta essere più maneggevole e completa, e permette all'impresa un notevole risparmio di tempo nella posa.

Questo tipo di prodotto è formato da un "involucro" di Polistirene espanso per isolamento termico in edilizia, nel quale viene realizzata la lastra predalle completa di armatura aggiuntiva B450C necessaria per soddisfare la portata richiesta dalla progettazione.

NOTE TECNICHE

Durante la fase di posa, le lastre POLICEM sono da porre in opera da appoggio ad appoggio (da trave a trave o da muro a trave) con banchinaggio di sostegno, da noi specificato di volta in volta sugli elaborati esecutivi forniti a corredo del solaio stesso. Insieme al solaio, quando richiesto, viene fornito il ferro a corredo di collegamento sugli appoggi atti ad assorbire i momenti negativi e positivi che si formano in base ai carichi agenti sul solaio stesso. Il Direttore dei Lavori dovrà sempre controllare il corretto posizionamento dei ferri a corredo e della rete superiore prima del getto di completamento.

I calcoli dei solai vengono eseguiti con programmi di calcolo specifici continuamente aggiornati, che prendono in considerazione carichi, vincoli e sforzi che la progettazione ci specifica di adottare.

Nel caso di lastra costituente cassero inferiore della trave, tale collegamento inferiore potrà essere assolto dal traliccio emergente dal nostro manufatto.
I manufatti garantiscono la loro funzione statica soltanto se perfettamente integrati con le prescrizioni fornite (getto di calcestruzzo dello spessore previsto e di resistenza caratteristica non inferiore a quella delle lastre predalles) e se utilizzati a regola d’arte.

VANTAGGI 

I vantaggi nell'utilizzo della lastra POLICEM sono molteplici:

- Eliminazione dei ponti termici
- Facilità di posa (come per le lastre predalles)
- Possibilità di autoportanza o semiautoportanza in fase di getto con l'utilizzo di tralicci Baustrada
- Finitura dell'intradosso regolare con possibilità di applicare rasante o cartongesso
- Molteplici possibilità di spessore solai, portata e isolamento

ALCUNI DATI UTILI

Senza titolo-1 copia

EPS di vari spessori in base alla richiesta di Conducibilità termica richiesta dalla Progettazione

Traliccio elettrosaldato di norma utilizzato:

H12,5 – 16,5 – 20,5 con ferro nervato di vari diametri.

Peso della lastra base: circa 130/140 kg/mq 

Ferro utilizzato: B450C

Calcestruzzo tipo: C25/30 o superiore

GALLERIA FOTOGRAFICA A12-04-11-231  

 Sezione solaio

CARATTERISTICHE EPS    

L'EPS utilizzato di norma per la realizzazione del solaio POLICEM è l' ISOLPIU' LAMBDA 100 e LAMBDA 100 K8
Questo tipo di materiale (Polistirene espanso per isolamento termico in edilizia) prodotto dalla ditta SIVE spa è stato marcato CE pdf(vedi marcatura CE ISOLPIU' LAMBDA 100) ed è stato sottoposto, presso laboratori notificati, alle prove iniziali di tipo per le seguenti caratteristiche (come richiesto dall'allegato ZA della norma EN 13163:2001):

- Conducibilità termica
- Reazione al fuoco
- Sollecitazione a compressione al 10% di deformazione
- Assorbimento d'acqua per immersione per lungo periodo  

I risultati delle prove:

Caratteristica Valore dichiarato
Tipo EPS 100
Colore Grigio
Reazione al fuoco Euroclasse E
Conducibilità termica 0,031 W/(mk)
Tolleranze dimensionali T2 - L2 - W2 - S2 - P4
Compressione al 10% di deformazione CS(10) 100
Stabilità dimensionale (23°C/50% U.R.) DS(N) 2
Assorbimento d'acqua a lungo periodo WL(T) 4
Resistenza a flessione BS 150
Trasmissione al vapore d'acqua 30-70
Resistenza a trazione perpendicolare alle facce TR 150

pdfVedi certificato di Conformità ISOLPIU' LAMBDA 100 K8

VOCE DI CAPITOLATO     doc(Scarica il file .doc)

Fornitura e posa in opera di LASTRE COIBENTATE POLICEM tipo CO.CE. per la realizzazione di solaio H ___ cm finito.

Le lastre Policem devono avere: spessore minimo cls cm 4, armate con 3 tralicci longitudinali (su 120 cm) tipo H12.5 5/7/5, rete elettrosaldata D5 maglia 19x25 ed eventuali armature aggiuntive calcolate per un sovraccarico accidentale di ___ kg/mq + sovraccarico permanente di ___ kg/mq + peso proprio solaio, blocchi di alleggerimento in polistirolo (base 38 x h ___) (larghezza nervature 22 cm). L’isolamento in EPS deve avere uno spessore minimo di ___ cm e un valore di conducibilità termica di ___ W/(mk).

Nel prezzo di intendono compresi: la fornitura e la posa in opera del calcestruzzo strutturale di completamento a prestazione garantita con resistenza caratteristica C25/30 (R'ck > 30 N/mmq), consistenza S4 e diametro massimo degli inerti 25 mm; la vibrazione meccanica; l'armatura provvisoria di sostegno; la formazione di fori e smussi; oneri per travi, cordoli, rete elettrosaldata di ripartizione e quant'altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte. 

€/mq ______________________

PANNELLO EUROSOLAIO Logo barbieri

 

Prodotto marcato CE secondo normativa
UNI EN 15037-1:2008

 

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10-08-09-098

DESCRIZIONE

Il pannello eurosolaio nasce dall’assenza sul mercato di un solaio prefabbricato che nelle fasi di preparazione avesse caratteristiche di sicurezza simili a quelle del solaio a lastra in cemento e polistirolo (predalles), e nel frattempo potesse dare all’utilizzatore la garanzia del pieno rispetto della Normativa relativa al corretto posizionamento delle armature aggiuntive in acciaio negli elementi prefabbricati, ha portato allo studio di un componente da solaio prefabbricato che potesse risolvere tutte queste problematiche, con particolare attenzione all’aspetto della sicurezza nella posa.
La caratteristica principale ed innovativa del nuovo componente (fondello in laterizio) consiste in una fresatura trasversale all’asse longitudinale del fondello, destinata ad alloggiare una barra di acciaio con funzione di armatura e distanziatore.
L’alloggiamento dei tralicci e dell’acciaio di armatura del solaio prefabbricato nelle apposite sedi poste alle estremità (destra e sinistra) del fondello in laterizio, grazie al corretto posizionamento della barra di acciaio, posta preventivamente nella fresatura trasversale, permette di ottenere, nella giusta misura, i copri ferri previsti dalle Normative.
Nella successiva fase di riempimento delle nervature laterali con calcestruzzo, nelle quali sono inseriti traliccio ed acciaio di armatura, una rastrematura del getto all’estradosso dell’elemento in laterizio consente di posizionare anche un componente di alleggerimento di altezza adeguata per la successiva realizzazione di solaio con altezza definita.
L’Eurosolaio Barbieri così realizzato è un elemento di estrema robustezza e con un peso proprio del componente basso (53 kg/ml) se confrontato con altre tipologie di pannello prefabbricato.
La presenza di una doppia nervatura tralicciata (destra e sinistra) nel pannello Eurosolaio Barbieri, realizza, nella fase di accostamento in opera degli elementi prefabbricati (interasse cm 50 o 60), una zona di getto in calcestruzzo, monolitica, con larghezza di cm 16,5 (cm 8,25+ cm 8,25) nella posizione più critica per le strutture.

NOTE TECNICHE

Il pannello Eurosolaio, estremamente leggero, offre all’operatore la possibilità di governarlo con facilità durante la fase di posa in opera, anche nella fase successiva del completamento delle armature in acciaio, il piano di lavoro creatosi dopo la posa del pannello consente agli operatori di lavorare in un ambiente “sicuro”.
Normalmente in sede di progetto il solaio viene calcolato “a trave”, caratterizzandolo secondo una striscia elementare tipo che si sviluppa secondo l’asse delle nervature con le azioni trasmesse dai carichi agenti in direzione normale al piano così individuato, ma con le sollecitazioni trasversali nulle. E’ evidente che questo è un modello di comodo perché semplifica le procedure di calcolo (sempre globalmente conservativo nei riguardi della sicurezza), ma rimane sempre uno schema diverso dal funzionamento reale della struttura (figg.1,2) e, per un solaio impostato su un’ossatura in c.a., evidenzia un comportamento statico fra la lastra anisotropa ed il solaio a fungo su appoggi puntiformi.

Fig.1-2 Deformazioni

L’ Eurosolaio risulta essere il solaio prefabbricato in latero-cemento con armatura metallica all’intradosso posizionata perpendicolarmente alle armature portanti (longitudinali) che, collegate tra loro, configurano un telaio atto a sopportare eventuali azioni sismiche e carichi verticali concentrati (tramezze).
Il solaio, con la sua rilevanza funzionale, è chiamato ad assicurare e mantenere inalterato nel tempo le sue caratteristiche strutturali.
I componenti per la sua formazione possono essere di natura e forme diverse. Nella forma più usuale, l’accostamento degli elementi prefabbricati forma un “canale” da riempire con getto di calcestruzzo. Questa posizione risulta essere la più critica del solaio, pertanto necessita di particolare attenzione; il solo conglomerato cementizio, per la curva granulometrica non adeguata, i “canali” stretti, il laterizio non bagnato, l’approssimativo posizionamento dei ferri, la mancata vibratura del getto, potrebbe non bastare a rendere solidali tra loro i componenti, compromettendo il comportamento della struttura. Nell’Eurosolaio Barbieri queste anomalie sono state attentamente valutate e superate con l’allargamento della nervatura “canale”, la doppia tralicciatura accostata e collegata perpendicolarmente con ferro f 5 ogni 25 cm e le armature metalliche correttamente posizionate. Con tale predisposizione, il getto di completamento crea una struttura completamente monolitica anche per la ripartizione dei carichi traversali.

Pannello assemblato

Solaio in sezione

APPLICAZIONI

I pannelli Eurosolaio sono indicati soprattutto per solai di copertura dei piani intermedi.
La loro finitura in laterizio senza "scalini" permette di intonacare con facilità e velocità. La posa in opera è di estrema rapidità, e permette alle imprese di ridurre i tempi di realizzazione delle opere in cui è previsto l'utilizzo di tali elementi prefabbricati.

ALCUNI DATI UTILI

Fondello

Altezza del bordo: cm 6
Altezza in centro: cm 5
Larghezza: cm 50 / 60
Lunghezza: cm 25 / 30
Peso: kg/ml 53

GALLERIA FOTOGRAFICA Euro 14-05-13 1  

Gli interassi che si ottengono con l'Eurosolaio sono di gran lunga superiori a quelli dei solai tradizionali e ciò comporta un notevole risparmio economico.
Nella tabella sottostante vengono esemplificate alcune sezioni tipiche di solaio. Le verifiche sono state effettuate considerando un traliccio H 12.5 tipo 5/7/5; le distanze dei banchinaggi provvisori sono indicative; in corrispondenza delle testate prevedere sempre il banchinaggio provvisionale.

 ALTEZZA DEL SOLAIO

 PESO SOLAIO

senza ferro armatura

 CALCESTRUZZO

compreso caldana

DISTANZA ROMPITRATTA

Eurosolaio

DISTANZA ROMPITRATTA

Solaio travetti e pignatte

cm Kg/mq litri/mq ml ml
20 (6+10+4) 285 73 2.45 1.52
22 (6+12+4) 305 80 2.40 1.47
24 (6+14+4) 320 86 2.35 1.44
26 (6+16+4) 340 93 2.30 1.41
28 (6+18+4) 355 99 2.25 1.37

ISOLAMENTO ACUSTICO

Il rumore non solo arreca fastidio, ma a lungo andare, questa sensazione può generare conseguenze negative al comportamento umano, generando stress e danni alla salute. Il legislatore ha affrontato il problema imponendo, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 05/12/1997, dei requisiti acustici alle costruzioni edili.
La progettazione acustica è importante quanto quella strutturale e termica.
L’attenzione deve essere posta in particolare alla scelta dei materiali, alle soluzioni costruttive ed agli accorgimenti da attuare in sede esecutiva.
Un buon punto di partenza, consiste nell’avvalersi di configurazioni costruttive testate in laboratorio, le quali forniscono un concreto aiuto per ottenere una valutazione di massima delle prestazioni della stessa configurazione in opera.
L’ Eurosolaio è stato sottoposto a prova di calpestio seguendo le indicazioni di legge. La prova è stata effettuata considerando uno spettro di frequenze che va dai 100 ai 5000 hz.
Questo spettro copre molto bene la casistica di frequenze che vengono prodotte dal normale utilizzo di un solaio di abitazione e che sono percettibili dall’orecchio umano.
E’ stato provato un solaio rustico di altezza pari a 24 cm, quindi privo di intonaco, sottofondo, strato isolante e pavimentazione.
I risultati ottenuti indicano un elevato potere fono-isolante, sia in valore assoluto che relativamente ai valori riscontrati in letteratura per altri tipi di solai, configurando l’Eurosolaio Barbieri come un solaio di alta qualità.
Per il solaio in prova è stato riscontrato un indice di pressione sonora pari a Lnw = 76 dB.
Valore fra i più bassi per le varie tipologie di solai, i cui valori dell’indice di pressione acustica oscillano fra 72 e 92 dB.
Il valore è inoltre molto prossimo al valore che la normativa impone di non superare per i solai finiti. Questo consente di ottenere l’isolamento acustico richiesto dalla normativa con accorgimenti tecnologici semplici e poco costosi.

ISOLAMENTO TERMICO 

Nella progettazione ed esecuzione di un solaio che costituisca chiusura di un edificio o, comunque, separazione fra zone a diverse condizioni di temperatura, si devono effettuare verifiche degli scambi termo-igrometrici che avvengono attraverso di esso.

L’Eurosolaio è stato sottoposto a verifica di isolamento termico e riportiamo i risultati nella tabella sottostante:

 

Dati di calcolo  
Laterizio  Massa volumica a secco assoluta  1880 kg/mc 

Conduttività termica del materiale essiccato
"l10, dry" (P=50%)

 0,522 W/(mk)

Calcestruzzo di confezionamento

 

Massa volumica a secco assoluta 

 2200 kg/mc

Conduttività termica del materiale essiccato
"l10, dry" (P=50%)

1,240 W/(mk) 

Polistirene espanso tipo A

 

Massa volumica a secco assoluta 

10,8 kg/mc 

Conduttività termica del materiale essiccato
"l10, dry"

0,043 W/(mk) 

Polistirene espanso tipo B

 

Massa volumica a secco assoluta

19 kg/mc 

Conduttività termica del materiale essiccato
"l10, dry"

0,036 W/(mk)

Calcestruzzo di completamento

 

Massa volumica a secco assoluta

2000 kg/mc 

Conduttività termica del materiale essiccato
"l10, dry" (P=50%)

1,000 W/(mk) 

Intonaco

 

Spessore 

 1,0 cm

Conduttività termica del materiale essiccato
"l10, dry"

0,9 W/(mk) 

Temperatura 

Ambiente interno "T1" 

20°C 

 

Ambiente esterno "T2" 

0°C 

Solaio di copertura
(flusso di calore ascendente)

 

Resistenza termica superficiale interna Rsi 

0,10 mq K/W 

Resistenza termica superficiale esterna Rse 

0,04 mq K/W 

Solaio interpiano
(flusso di calore ascendente)

 

 

Resistenza termica superficiale interna Rsi

0,10 mq K/W 

Resistenza termica superficiale esterna Rse

0,10 mq K/W 

Solaio interpiano
(flusso di calore discendente)

 

 

Resistenza termica superficiale interna Rsi

0,17 mq K/W 

Resistenza termica superficiale esterna Rse

0,17 mq K/W 

Solaio piano rialzato
(flusso di calore discendente)

 

 

Resistenza termica superficiale interna Rsi

0,17 mq K/W 

Resistenza termica superficiale esterna Rse

0,04 mq K/W 
Risultati del calcolo 
Eurosolaio H cm 20 (6+10+4) con polistirene tipo A di densità 10,8 kg/mc   
Posizione del solaio  lequ W/(mk)  R (mqK)/W U W/(mqK) 
Copertura (flusso di calore ascendente)  0,352  0,714  1,400
Interpiano (flusso di calore ascendente)  0,352  0,923  1,292
Interpiano (flusso di calore discendente)  0,351  0,916  1,092
Piano rialzato (flusso di calore ascendente)  0,351  0,786  1,273
Eurosolaio H cm 32 (6+22+4) con polistirene tipo A di densità 10,8 kg/mc   
Posizione del solaio  lequ W/(mk)  R (mqK)/W U W/(mqK) 
Copertura (flusso di calore ascendente)  0,352 1,055  0,948
Interpiano (flusso di calore ascendente)  0,352  1,115  0,897
Interpiano (flusso di calore discendente)  0,351  1,271  0,796
Piano rialzato (flusso di calore ascendente)  0,351  1,126  0,888
Eurosolaio H cm 20 (6+10+4) con polistirene tipo B di densità 19,0 kg/mc   
Posizione del solaio  lequ W/(mk)  R (mqK)/W U W/(mqK) 
Copertura (flusso di calore ascendente)  0,345  0,725  1,380
Interpiano (flusso di calore ascendente)  0,345  0,784  1,275
Interpiano (flusso di calore discendente)  0,344  0,926  1,080
Piano rialzato (flusso di calore ascendente)  0,344  0,796  1,256
Eurosolaio H cm 32 (6+22+4) con polistirene tipo B di densità 19,0 kg/mc   
Posizione del solaio  lequ W/(mk)  R (mqK)/W U W/(mqK) 
Copertura (flusso di calore ascendente)  0,346  1,068  0,936
Interpiano (flusso di calore ascendente)  0,346  1,129  0,886
Interpiano (flusso di calore discendente)  0,346  1,271  0,787
Piano rialzato (flusso di calore ascendente)  0,346  1,140  0,877

PROVE DI CARICO A ROTTURA

Le prove di carico fino a rottura dei pannelli sono state eseguite presso laboratorio certificato.

Descrizione della prova:

Pannelli: i pannelli hanno una lunghezza di 6 mt e un’altezza di 24 cm. L’elemento base del pannello ha una larghezza di 50 cm, la parte inferiore è composta da un fondello in laterizio e malta di spessore 6 cm. Nel fondello sono inseriti due tralicci elettrosaldati e l’armatura principale è formata da 2 correnti inferiori f14. In ogni elemento di fondello è inserito trasversalmente un ferro di armatura f5 sul quale appoggiano i tralicci. Al centro dell’elemento è inserito un blocco di polistirolo continuo alto 14 cm e largo 33 cm. Un getto di cls completa l’elemento formando superiormente una cappa di 4 cm e due nervature laterali larghe 8.5 cm ciascuna. Sono state effettuate 4 prove; 2 su pannelli composti da un solo elemento, 2 su pannelli composti da 3 elementi base con larghezza complessiva di 150 cm. Uno di questi pannelli è provvisto di un cordolo trasversale rompi tratta posto alla mezzeria del pannello.

Carico: il carico distribuito è stato approssimato tramite 4 carichi concentrati. Nelle prove sui pannelli da 50 cm il carico è stato applicato su tutta la larghezza del pannello, mentre nei pannelli da 150 cm il carico è stato applicato solo nei 50 cm centrali del pannello. Sono stati eseguiti 3 cicli completi di carico e scarico fino al valore di esercizio, e altri 3 cicli fino al valore di carico ultimo di progetto, infine si è aumentato il carico fino a raggiungere un comportamento praticamente plastico con freccia superiore a 1/40 della luce.

Risultati: i risultati delle prove mostrano un buon comportamento elastico dei pannelli. I pannelli hanno raggiunto frecce molto elevate senza giungere a rottura, il carico che ha comportato il raggiungimento di una freccia pari a 1/40 della luce è risultato doppio rispetto al carico ultimo di progetto. Nonostante le elevate deformazioni dei pannelli non si sono verificati fenomeni di distacco di parti del fondello in laterizio. Inoltre la misurazione delle deformazioni al centro e ai lati del pannello per i pannelli di larghezza 150 cm ha mostrato in entrambi i pannelli una buona collaborazione delle nervature trasversali.

Conclusioni: il comportamento dell’elemento è estremamente duttile e raggiunge elevate deformazioni prima della rottura; anche con deformazioni molto elevate non si verificano, ne sfondellamenti ne distacchi; si ha un comportamento monolitico dell’elemento che non presenta discontinuità tra l’elemento in laterizio e il getto in cls; si ha un’ottima ripartizione dei carichi trasversali e non sono apprezzabili differenze di comportamento fra il pannello con e senza rompitratta; con i ferri trasversali collocati negli appositi alloggiamenti dei laterizi si forma un ideale telaio monolitico controventato atto a sopportare eventi sismici di notevole intensità.

 

 Prove carico 1 Porzione di Eurosolaio composto da 3 elementi affiancati senza travetto
Rompitratta di collegamento con carico concentrato sulla striscia
centrale 
 Prove carico 2 Pannello sotto carico
 Prove carico 3 Intradosso del pannello dopo la prova di carico

Si evidenzia la funzionalità del ferro “trasversale” collocato in ogni elemento di laterizio, in quanto:

 

-      nonostante l’elevata deformazione del pannello non si sono verificati distacchi di laterizio

 

-      gli strumenti di misura applicati al centro (caricato) ed alle estremità (scariche) del pannello, hanno registrato valori analoghi.

 

Alla luce di questi risultati si ritiene l’eurosolaio atto a sopportare anche eventi sismici di forte intensità.

RESISTENZA AL FUOCO REI   

I solai dovendo assolvere alle funzioni di divisione fra gli ambienti e di portanza per i carichi, devono possedere caratteristiche strutturali di stabilità anche in caso di incendio. 

Un campione di solaio denominato “Eurosolaio” è stato sottoposto a prova per la determinazione dei requisiti di resistenza al fuoco, che risultano essere REI 114.

DESCRIZIONE DELL’ELEMENTO DI PROVA

L’elemento sottoposto a prova è un solaio di dimensioni 4,5 ml (lunghezza) x 2,5 ml (larghezza) x 24 cm (altezza), in calcestruzzo armato gettato su pannelli-cassero in laterizio dalla larghezza di 50 cm, accostati.
La parte inferiore è composta da un fondello in laterizio e malta con spessore 6 cm. Nel fondello sono stati inseriti due tralicci elettrosaldati e l’armatura principale del solaio è composta da due barre FeB44K di diametro 10 mm. Ogni traliccio è formato da due correnti inferiori di diametro 5 mm e un corrente superiore di diametro 7 mm.
I correnti, barre ad aderenza migliorata, sono saldati ogni 20 cm ad una staffatura continua in tondo liscio di diametro 5 mm.
In ogni elemento di fondello, lungo 30 cm, è inserito trasversalmente, in un’apposita scanalatura, un ferro di armatura di diametro 5 mm sul quale sono appoggiati i due tralicci e l’armatura longitudinale.
Al centro dell’elemento è inserito un blocco continuo in polistirolo con altezza di 14 cm e larghezza 33 cm.
Un getto di calcestruzzo completa l’elemento ottenendo superiormente una cappa con spessore di 3,5 cm e due nervature ciascuna con larghezza di 8,5 cm.
Con gli elementi affiancati si ottiene una nervatura con larghezza doppia. Nello spessore della cappa è inserita una rete elettrosaldata di diametro 5 mm con maglia 20x20.
Sull’intradosso del solaio è stato applicato uno strato di intonaco di malta bastarda dello spessore di 0,5 cm.
L’altezza del solaio risulta essere di 24 cm compreso l’intonaco.
Il carico di esercizio da progetto è di 530 kg/mq (330 kg/mq perm + 200 kg/mq acc).

VALUTAZIONI DEI RISULTATI DI PROVA

Utilizzando elementi di normale produzione, il campione sottoposto alla prova è stato assemblato volutamente senza particolari accorgimenti e cure per verificarne il comportamento nella condizione peggiore.

Dettagli peggiorativi voluti:

 

  1. applicazione di un sottile strato di intonaco con spessore di 0,5 cm costituito da malta bastarda
  2. formazione della caldana di spessore 3,5 cm
  3. omissione del cordolo rompi tratta di ripartizione
  4. armatura metallica superiore utilizzando solo rete elettrosaldata diametro 5 mm con maglia 20x20 cm
  5. carico di esercizio maggiorato: il solaio è stato progettato seguendo il metodo delle tensioni ammissibili per un carico di progetto pari a 330 kg/mq di sovraccarico permanente e 200 kg/mq di sovraccarico accidentale; quindi, mentre la normativa anti-incendio prevede che il solaio venga sottoposto ad un carico pari a 430 kg/mq (330+200x0.5), per la prova si è considerato un carico di 530 kg/mq, che considerando il peso proprio, risulta del 13% superiore a quello previsto dalla normativa.

Questa condizione sfavorevole già di per se è sufficiente per comprendere come il solaio abbia in realtà una resistenza pari a REI 120.

Inoltre, con riferimento al valore REI ottenuto nelle condizioni peggiori del manufatto, con semplici e poco onerosi accorgimenti è possibile ottenere classi con resistenze più elevate aumentando il diametro del ferro distanziatore collocato nell’apposita sede.

Autorevoli organismi di ricerca anche internazionali (F.I.P) hanno stabilito che approssimativamente la resistenza al fuoco di un solaio aumenta di circa:

 

-      30 minuti applicando intonaco di spessore 10 mm

 

-      90 minuti applicando intonaco di spessore 16 mm

Questi valori sono incrementabili applicando, su fondo idoneo, intonaci premiscelati a base gessosa.

ISTRUZIONI PER IL CORRETTO IMPIEGO DEI PANNELLI TRALICCIATI    pdf(Scarica il file .pdf)

Trasporto

I pannelli saranno caricati sul camion a strati sovrapposti formanti una catasta con alla base dei pallets di legno e dovranno essere opportunamente legati con cavi di sicurezza al pianale dell’automezzo.

Il trasporto dovrà avvenire osservando pienamente le norme del Codice Stradale.

Scarico

Lo scarico dei pannelli dovrà avvenire con mezzi idonei e di adeguata portata ed il sollevamento dovrà essere eseguito con cavi di acciaio o catene provvisti di ganci di sicurezza in grado di sopportare il peso del manufatto e le relative sollecitazioni.

Il sollevamento del manufatto dovrà avvenire con una manovra continua e lenta in modo da evitare strappi o urti.

I ganci per il sollevamento dovranno essere fissati ai tralicci in corrispondenza dei nodi fra il corrente superiore ed il vertice delle staffe.

Stoccaggio

Lo stoccaggio dei pannelli deve avvenire su una superficie orizzontale, asciutta e livellata, evitando il contatto con il terreno, posandoli su bancali o travetti di legno di cm 30x10x240 posti ad un interasse massimo di ml 1.50, avendo cura che la parte a sbalzo della catasta non superi ¼ della lunghezza del pannello.

Sono sovrapponibili a cinque file, comunque non si devono superare 150 cm di altezza. Gli elementi devono essere accatastati con lunghezze decrescenti dal basso verso l’alto.

Posa

Prima di posare i pannelli si dovrà predisporre la puntellatura provvisoria (rompitratta) dimensionata dal progettista ed indicata dagli elaborati forniti dal produttore.

E’ opportuno predisporre sempre un banchinaggio in corrispondenza delle testate. I pannelli vanno posati accostandoli tra loro seguendo le indicazioni riportate dagli elaborati tecnici a corredo della fornitura.

Getto e disarmo

Il getto di calcestruzzo dovrà avvenire in un’unica soluzione evitando concentrazioni di carico non previste, con opportuna vibrazione, effettuato con temperature superiori a zero gradi ed osservando le prescrizioni della Direzione Lavori.

VOCE DI CAPITOLATO    doc(Scarica il file .doc) 

Fornitura e posa in opera di PANNELLO EUROSOLAIO BARBIERI prodotto dalla ditta CO.CE. per la realizzazione di solaio H ___ cm finito.

I pannelli devono avere lo spessore minimo di cm 6, armate con 2 tralicci longitudinali (su 50 cm) tipo H12.5 5/7/5, ferretti D4 ogni fondello ed eventuali armature aggiuntive calcolate per un sovraccarico accidentale di ___ kg/mq + sovraccarico permanente di ___ kg/mq + peso proprio solaio, blocchi di alleggerimento in polistirolo (base 33 x h ___) (larghezza nervature 8,5 cm).

Nel prezzo di intendono compresi: la fornitura e la posa in opera del calcestruzzo strutturale di completamento a prestazione garantita con resistenza caratteristica C25/30 (R'ck > 30 N/mmq), consistenza S4 e diametro massimo degli inerti 25 mm; la vibrazione meccanica; l'armatura provvisoria di sostegno; la formazione di fori e smussi; oneri per travi, cordoli, rete elettrosaldata di ripartizione e quant'altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte. 

€/mq ______________________

DOPPIA LASTRA RIVESTITA IN PIETRA

 

Prodotto marcato CE secondo normativa UNI EN 14992:2012 (elementi da parete)

Prodotto marcato CE secondo normativa UNI EN 15258:2009 (muri di sostegno)

pdfScarica il .pdf della scheda prodotto

16-09-2009-261

DESCRIZIONE

Le doppie lastre, oltre ad essere realizzate con finitura della parete in cls FacciaVista, possono essere realizzate con una facciata rivestita in pietra di varia tipologia.

Per tutta la parte tecnica consigliamo di consultare la scheda prodotto della doppia lastra.
(Clicca qui per visualizzare la scheda prodotto della DOPPIA LASTRA)

RIVESTIMENTI

Le doppie lastre con rivestimento in pietra possono essere realizzate con numerose tipologie diverse di pietra e con disposizioni che possono essere a correre o a Opus Incertum.

Di seguito elenchiamo alcune tipologie di pietre.

Per ulteriori materiali disponibili vi invitiamo a consultare il sito del nostro fornitore http://www.morinapietre.com.

 

ALCUNI RIVESTIMENTI
LUSERNA LASTRAME
Luserna lastrame
QUARZITE BRASILIANA
Quarzite brasiliana
GRIGIO MISTO
Grigio misto
QUARZITE MIELE
Quarzite miele
BUGNATO DA RIVESTIMENTO
Bugnato
MORGEX
Morgex
PORFIROIDE
Porfiroide
QUARZITE DI BARGE LASTRAME
Quarzite di barge lastrame

APPLICAZIONI

Le doppie lastre rivestite in pietra trovano applicazione in numerose situazioni: dal muro di contenimento terra al muro dell'abitazione civile. 

Gli elementi prefabbricati verranno realizzati in base alle misure fornite dal Committente, e approvate per la realizzazione. Prima dell’esecuzione dei manufatti la Committenza controlla insieme al proprio studio di progettazione, le misure e le dimensioni in modo da dare il benestare per la realizzazione.

I vantaggi di questo tipo di manufatto riguardano principalmente gli aspetti economici. Il risparmio per l'impresa è notevole.

ALCUNI DATI UTILI

Traliccio elettrosaldato di norma utilizzato:
H16,5 (per spessore finito 20+5 cm) 
H 22,5 (per spessore finito 25+5 cm)
H 27 (per spessore finito 30+5 cm)
H 32 (per spessore finito 35+5 cm)
H 37 (per spessore finito 40+5 cm)
con ferro nervato di vari diametri.

E' possibile realizzare spessori maggiori  ricreando in stabilimento il traliccio con
altezza e diametri risultanti dai calcoli strutturali.

Peso della doppia lastra base: circa 360 kg/mq

Ferro utilizzato: B450C

Calcestruzzo tipo: C25/30 o superiore

 

 GALLERIA FOTOGRAFICA 16-09-2009-261 

La doppia lastra "Standard" è armata con 2,93 cmq/mq nella prima lastra e 2,56 cmq/mq nella seconda lastra e viene di solito utilizzata nei cantinati delle villette e nelle piccole palazzine.

Sezione

La doppia lastra "Cassero" è armata soltanto con i tralicci elettrosaldati e con delle barrette di ferro f5 ogni 20 cm orizzontali.
Tali lastre possono essere armate con l'armatura da calcolo prevista dal progettista delle opere strutturali sia in stabilimento che in cantiere, a discrezione dello stesso.

Sezione CASSERO

ISTRUZIONI PER IL CORRETTO IMPIEGO DELLE DOPPIE LASTRE   pdf(Scarica il file .pdf)

Trasporto

I pannelli saranno caricati sul camion a strati sovrapposti formanti una catasta con alla base dei pallets di legno e dovranno essere opportunamente legati con cavi di sicurezza al pianale dell’automezzo.

Il trasporto dovrà avvenire osservando pienamente le norme del Codice Stradale.

Scarico

Le doppie lastre arriveranno in cantiere accatastate in senso orizzontale una sull’altra.
Predisporre di un bilancino come quello in schema e due tubolari da infilare all’interno della doppia lastra che serviranno per il sollevamento della stessa.
I due tubolari dovranno essere posizionati ad una distanza massima dal filo delle doppie lastre di 0,2 h ed ad una distanza massima tra loro di 0,6 h.

Sollevamento doppieStoccaggio

Lo stoccaggio in cantiere deve avvenire su fondo piatto e non cedevole e si potrà sovrapporre massimo 5 doppie lastre poste su stocchetti in legno aventi interasse non superiore a 1.60 mt.

Posa

Prima di posare i pannelli si dovrà predisporre la puntellatura provvisoria (rompitratta) dimensionata dal progettista ed indicata dagli elaborati forniti dal produttore.

E’ opportuno predisporre sempre un banchinaggio in corrispondenza delle testate. I pannelli vanno posati accostandoli tra loro seguendo le indicazioni riportate dagli elaborati tecnici a corredo della fornitura.

 

Getto e disarmo

Il getto di calcestruzzo dovrà avvenire in un’unica soluzione evitando concentrazioni di carico non previste, con opportuna vibrazione, effettuato con temperature superiori a zero gradi ed osservando le prescrizioni della Direzione Lavori.

Dalla fondazione occorrerà prevedere dei ferri di ripresa che serviranno ad ancorare la struttura alla fondazione stessa. La puntellazione dovrà avvenire con la cura di mantenere il filo a vista della lastra in piano evitando spanciamenti e disallineamenti.

Assicurarsi che il tirante o puntello sia in grado di essere regolabile e sia resistente alla spinta che dovrà sopportare durante il getto.

 

Puntellazione doppie

Il getto di completamento dovrà avvenire in più riprese con un’altezza massima di getto di 0,80 mt ad intervalli di un’ora.

Fasi getto doppie

VOCE DI CAPITOLATO    doc(Scarica il file .doc)  

Fornitura e posa in opera di DOPPIE LASTRE tipo CO.CE. rivestite in pietra tipo ___ per la realizzazione di muri in elevazione dello spessore di cm ____ in cemento armato, mediante getto integrativo.

Tale elemento è composto da due lastre prefabbricate dello spessore minimo di cm 5, in calcestruzzo con resistenza caratteristica C25/30 (R'ck > 30 N/mmq), parallele, collegate fra loro da un'armatura tralicciata in modo da creare un elemento unico e armate con acciaio per cemento armato B450C nelle quantità previste dai calcoli statici, classe di esposizione minima garantita XC1-XC2.

Le DOPPIE LASTRE devono essere altresì dotate di idonei ganci per il sollevamento e la movimentazione.

Le DOPPIE LASTRE devono essere realizzate secondo il D.M. 14/01/2008 e le Norime UNI EN 13369, UNI EN 14992, UNI EN 15258.

Nel prezzo di intendono compresi: la fornitura e la posa in opera del calcestruzzo strutturale di completamento a prestazione garantita con resistenza caratteristica C25/30 (R'ck > 30 N/mmq), consistenza S4 e diametro massimo degli inerti 25 mm; la vibrazione meccanica; l'armatura provvisoria di sostegno; la formazione di fori e smussi; gli innesti alla fondazione ed ai solai; eventuali armature integrative d'angolo e d'intersezione; e quant'altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.

€/mq ______________________

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